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MAGGIO 1984: LA GRANDE PAURA, LA TERRA TREMA
nei ricordi di GINO ALONZI
LUNEDÌ 7 MAGGIO 1984: LA PRIMA SCOSSA
È il “lunedì di Casalucense”: il Paese si appresta alla serata musicale, a conclusione dei festeggiamenti in onore della Madonna delle Indulgenze, la tradizionale e sentita festa di “Casalucense”. Sono circa le 20 e 15, le luminarie sono già accese e le prime note si diffondono nell’aria: gli artisti provano gli strumenti. Appena tornato dal mio lavoro in Fiat, mi accomodo sul divano per riposare: ho preso sonno da poco, quando all’improvviso un cupo e violento boato, continuo e terrificante, mi fa sobbalzare. Sento le urla dei miei familiari, mia moglie che mi chiama disperatamente. Non mi rendo conto, ancora stordito ed incredulo, di quanto sta accadendo: sembro quasi ipnotizzato. Vivo quei momenti in uno stato di sopore, cercando, in una illogicità unica, le pantofole. Tutto trema in un rombo innaturale, demoniaco: raggiungo il terrazzo e davanti a me si presenta una scena incredibile, un qualcosa di profondamente irrazionale: non c’è vento, ma il grande ciliegio nel giardino si agita paurosamente, sembra quasi finirci addosso. Dopo qualche attimo riesco finalmente a realizzare quanto sta accadendo: è il terremoto, un evento che per molti versi sentiamo estraneo alla nostra razionalità: non sai cosa fare, cosa pensare, come ragionare. Scosse ondulatorie e sussultorie, che superano il settimo grado di magnitudo. La nostra S.Elia avrebbe vissuto un dramma difficilmente dimenticabile. Essendo anche Consigliere Comunale, dopo essermi assicurato che i miei familiari non corressero più alcun rischio, mi precipito subito in paese, ligio ai miei doveri istituzionali, nonostante le mie condizioni di salute purtroppo siano già profondamente “minate”. Il panico si era già impossessato di tutta la popolazione, anche se non avevamo ancora percezione di quanto fossero ingenti i danni provocati dal sisma. Nella notte, con il Comandante della Caserma dei Carabinieri, Maresciallo Angelo Treglia e con il Comandante della Polizia Urbana, Tenente Danio Volante, ci rechiamo sulla superstrada Cassino-Atina, in prossimità di Casalucense, dove era stata segnalata la caduta di un enorme macigno proprio sulla sede stradale. Fa molto freddo: i Carabinieri mi rimediano un pesante giaccone di pelle con tanto di alamari: mi sento, con orgoglio, uno di loro. Constatiamo in effetti che dalle falde di Costalunga erano venute giù grosse pietre, una frana, e in più anche un mastodontico pezzo di roccia, caduto proprio nel mezzo della superstrada. Apprestate le segnalazioni del caso, volgiamo nei pressi del vicino Santuario, peraltro abbandonato. Il portone d’ingresso è aperto: entriamo. Danio Volante accende la torcia elettrica e la punta verso l’alto: inorridiamo e quasi istintivamente arretriamo di qualche passo. Lo spettacolo è terribile: lungo tutta la navata centrale corre una larga “ferita”, mentre il pavimento è completamente cosparso di detriti. Il santuario in pratica si era salvato dal crollo soltanto perché il lato sinistro era parzialmente interrato, mentre l’altro, il destro, appoggiava alla struttura portante del monastero. Per tutta la nottata procediamo ad innumerevoli altre ispezioni nelle abitazioni, specialmente nel centro storico di S.Elia: ci rendiamo subito conto della reale gravità della situazione. Nei giorni a seguire, altre piccole scosse tengono in continua apprensione tutta la popolazione. Nel frattempo iniziano ad essere approntati i primi interventi di soccorso.
VENERDÌ 13 MAGGIO 1984, LA SECONDA GRANDE SCOSSA
Sono in ufficio, quando, intorno alle 13 e 20, la palazzina della Fiat di Piedimonte comincia a tremare paurosamente: capisco subito che la scossa di terremoto è di grande intensità e così il primo pensiero non può che andare ai familiari a casa. Fuggiamo verso il parcheggio e ognuno di noi, freneticamente e con il cuore in gola, sale in auto e si dirige verso la propria abitazione. Nel centro di Cassino incontro altri automobilisti che, nella disperata corsa, non esitano a scavalcare spartitraffico in ogni direzione. Insomma, il panico si stava impadronendo di ognuno di noi. Poi, con il trascorrere dei giorni, la situazione si sarebbe gradualmente normalizzata. Nel frattempo vengono allestite tendopoli sulla Villa Comunale, nel Campo Sportivo, nelle frazioni; l’Esercito assicura i pasti ai terremotati con efficienti cucine da campo.
CONCLUSIONI
Le settimane che seguirono alle scosse non furono obiettivamente facili, né per la cittadinanza, né per coloro che avevano responsabilità di amministrazione ed assistenza, tale e tanta era la confusione regnante. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, non mi sento di poter giudicare serenamente. Quali erano le abitazioni realmente non agibili, chi aveva di fatto diritto ad avere assegnata una tenda: tutto era opinabile e naturalmente, come sempre accade in casi del genere, non mancarono polemiche e aspre diatribe. Con la serenità di oggi, io dico che la paura è diritto di tutti e, ripeto, non mi sento di dare giudizi o propinare personali “sentenze”. Comunque sia, le conseguenze del sisma furono pesanti: danni notevoli a centinaia di abitazioni, il palazzo Municipale gravemente lesionato così come le chiese e altri edifici pubblici. Nella Cattedrale di S. Maria La Nova crollò l’organo a canne, pregevole opera del Catarinozzi, soltanto di recente riportato all’antico splendore, come pure il santuario di Casalucense, i cui lavori di consolidamento e ripristino sono stati ultimati soltanto qualche anno fa. Ora tutto è passato: resta un ricordo non piacevole, ma pur sempre un ricordo, un monito a non dimenticare di quanto possa essere caduca e misera la condizione umana specialmente di fronte agli eventi drammatici della natura. A conclusione di questi miei ricordi datati 1984 non posso non ringraziare il Preside Prof. Giovanni Petrucci che, fornendomi alcune foto dell’epoca da lui stesso scattate, mi ha incitato e spinto a scrivere qualcosa a proposito: spero di non averlo deluso.
Gino Alonzi
FOTO GALLERY
“Tende e roulotte nel campo sportivo “Vincenzo Pomella”
“Tende e roulotte nel campo sportivo “Vincenzo Pomella”
“Tende e roulotte nel campo sportivo “Vincenzo Pomella”
“Tende e roulotte nel campo sportivo “Vincenzo Pomella”
“Tende di assistenza anche in piazza Cocorocchia”
“Tende approntate sulla Villa Comunale”
“Tende approntate sulla Villa Comunale”
“Tende approntate sulla Villa Comunale”
“Tende approntate sulla Villa Comunale”
“Si celebra la messa nella palestra (in costruzione) delle scuole elementari”
“Si celebra la messa nella palestra (in costruzione) delle scuole elementari”
Note:
- Si ringrazia il prof. "GIOVANNI PETRUCCI" per le splendide fotografie.
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