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L' Acquedotto Romano |
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di Vincenzo Savelli |
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I resti dell'Acquedotto Romano presenti sul territorio di Sant'Elia Fiumerapido, possono essere visitati partendo precisamente dalla località Bagnaturo, dove nel 1992 Sabatino Di Cicco rinvenne e riportò alla luce il sito sotterraneo di captazione delle acque, nella frazione di Valleluce. Qui accanto vi è la ricostruzione cartografia fatta da Gino Alonzi che mostra il condotto completo. Dagli studi effettuati con molta probabilità l'acquedotto risale tra il 47 ed il 50 d.C. un' ammirevole opera costruita per l'approvvigionamento idrico dell'oppidum di Casinum. |
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Ricostruzione Grafica di Gino Alonzi
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Interno del canale Dell' Acquedotto |
Particolare dell' Acquedotto Romano di Valleluce |
| L'imponente opera fu costruita probabilmente già all'epoca dell'imperatore Tiberio, quando magistrato edile di Casinum Caio Ummidio Quadrato Durmio, padre della più famosa Ummidia Quadratilla ma a curarne la costruzione attorno al 50 d.C. fu un altro magistrato Lucceio Albino. L'acquedotto era alimentato dalle sorgenti di Campo, a quota m. 307 e raggiungeva Casinum, dopo un percorso di XV miglia romane, pari a 22 km. attuali con un sistema di conduzione a pressione, fino a quota m.175, attraverso i pendii di monte Cifalco, le selvose prospicienze di Casalucense, le gole di Rio Secco, seguendo fino ai serbatoi di raccolta in località Crocifisso di Cassino, sopra il Teatro romano. | ||
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Foto: Uno dei pozzetti per l'ispezione nel condotto idrico romano.
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Particolare dell'Acquedotto Romano a Valleluce, ricostruzione grafica fatta da Gino Alonzi. |
Foto: Via Romana. Località Crocifisso di Cassino nei pressi dell' Anfiteatro Romano.
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Nel 1865, nella zona Salauca di Sant'Elia Fiumerapido a 200 m dal santuario di Casalucense fu rinvenuta un'epigrafe risalente all'epoca dell'imperatore Claudio (41-54 d.C.), dove l'acquedotto passava e dove si narra di un "Luogo Sacro alle Ninfe eterne". Questo testo rupestre è riportato nel Corpus Inscriptionum Latinarum con il numero "X5163".
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Sull'epigrafe (foto accanto), vi si può chiaramente leggere il testo: NVMPHIS AETER / NIS SACRVM / TI. CL. PRAEC. LIGAR. / MAGONIANVS PER / PRAECILIVM ZOTICVM / PATREM AQVA INDUXIT Questa è una delle ultime ipotesi di traduzione dell'Epigrafe ancora oggi al centro di molte discordie:
(Luogo) sacro delle ninfe eterne, (al tempo dell'imperatore ) Tiberio Claudio (41-54 d.C), Precilio Ligario Magoniano mandò l'acqua attraverso (i campi del) padre Precilio Zotico.
Ancora oggi i resti sono ben conservati. Se ne vedono i cunicoli ben scavati in gallerie e ben protetti da spesse mura in pietre levigate e sostenuti a copertura da volte a tutto sesto o a cappuccina, a seconda del peso che dovevano sostenere.
Moneta Romana ritrovata nei pressi di Sant'Elia.
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Bibliografia
GIOVANNI PICANO, Notizie intorno a Casalucense. 1900 SABATINO DI CICCO, L'Acquedotto Romano Da Valleluce a Cassino. Cassino 1995 GIOVANNI PICANO, L'Acquedotto Romano di Cassino. Antichità romane in Sant'Elia Fiumerapido. Cassino 1995 BENEDETTO DI MAMBRO, Sant'Elia Fiumerapido ed il Cassinate. Antologia storica - Archeologica - Epigrafica. Cassino 2002 |
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