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Santuario S. Maria delle Indulgenze "CASALUCENSE" |
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di Vincenzo Savelli |
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Una delle
particolarità di culto ma soprattutto sorico-artistiche, che contribuisce a
rendere Sant’Elia centro di richiamo per una vacanza distensiva e
spirituale è il Santuario di S. Maria delle Indulgenze, più noto col nome
di Casalucense. È situato sulle pendici meridionali del monte Cifalco, su
una collinetta a Ovest del centro abitato di Sant’ Elia Fiumerapido; sulla
superstrada Sora-Atina-Cassino, dove vi si accede tramite una rampa di
uscita dalla superstrada o passando per la frazione Olivella in località
Prepoie. Storia e
tradizioni di culto legati al Santuario affondano nella storia antichissima
di queste terre. Una prima chiesuola, una cella, fu eretta verso la metà
del IX secolo dai monaci benedettini del monastero di S. Michele Arcangelo di
Valleluce sui ruderi di un’antica villa romana (Gattola, Historia abb. Cas., I, pag. 206, anno 1411) (1). |
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Foto Panoramica di Casalucense
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Foto Panoramica di Casalucense |
Foto Panoramica di Casalucense
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Fu agli inizi del XIV-XV secolo si fa risalire la statua lignea della Madonna delle Indulgenze conservata nel santuario (4). Secondo la tradizione a Casalucense si dispensavano le indulgenze plenarie nel giorno della festività della Madonna, la seconda domenica dopo Pasqua, ogni domenica di maggio e nel giorno dell'Assunzione. Il culto, ancora oggi perpetrato ebbe inizio nel XVI secolo. Fu agli inizi del XIX secolo che si pensò di modificare e ingrandire la piccola chiesetta medioevale. Infatti ne abbiamo una testimonianza alla fine del Settecento – dove Giuseppe Picano ce ne dà notizia – il santuario consisteva in una cappella con annessa una cella frequentata da mendicanti; era in stato di abbandono e non vi si celebrava più messa. Nel
1807 la chiesetta venne restaurata con le offerte dei fedeli, ma fu tra il
1840 e 1841 che venne ampliata dal canonico d. Stefano Pirolli da S. Elia,
il quale vi aggiunse un'abitazione a due piani
(5). I lavori continuarono sotto la sorveglianza di degli economi
curati di Prepoie, Gioele da Traetto e Bartolomeo da Cugnoli, fino al
1860, anno in cui il nuovo tempio a tre navate, come oggi ancora appare,
fu inaugurato dall'abate di Montecassino Carlo De Vera (6).
Fu infatti proprio nel 1865 che Carlo De Vera (7) l'abate di Montecassino (ab. 1863-1871) fece di nuovo ampliare la chiesa con il contributo ed il lavoro gratuito dei fedeli; ma il maggior merito fu del francescano p. Bartolomeo da Cugnoli. Nell'ambito di questi lavori fu fatto scavare il pozzo vicino alla chiesa, e in quell’occasione fu rinvenuta l'iscrizione rupestre dell’epigrafe romana “ NVMPHIS AETER / NIS SACRVM / TI. CL. PRAEC. LIGAR. / MAGONIANVS PER / PRAECILIVM ZOTICVM / PATREM AQVA INDUXIT” incisa su una roccia a circa 300 metri dal santuario (8) e che potete ammirare nel suo splendore nella sezione dedicata all’acquedotto romano da Valleluce a Cassino, su questo stesso sito.
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Foto Panoramica di Casalucense
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Su un lato della chiesetta furono costruite anche sei casmerette per il curato che avrebbe dovuto soggiornarvi. Il tempio fu edificato su tre navate ed affrescato nel 1890 dal giovane Enrico Risi da Sant’Elia (1855-1916) (9); fu anche ingrandita l'abitazione annessa, il cui ulteriore ampliamento fu curato da p. Gioele da Traetto, il quale fece anche costruire il campanile. Per vari anni il santuario fu tenuto dai frati minori. Nel 1899 passò
sotto la protezione di S. Giovanni della Croce. L'incuria ed il terremoto
del 1915 danneggiarono non poco il santuario e le sue decorazioni;
pertanto nel 1939 fu necessario nel secondo dopoguerra dotarlo di nuovi
interventi: gli affreschi furono eseguiti dal pittore bergamasco Giovanni Bizzoni
(non di rado servendosi come modelli di personaggi del posto, ad esempio
il noto e compianto "Camuscio") e dal
francescano P. Colombo Cordeschi dell'Aquila, Intanto si era già da
tempo provveduto a
costruire una strada carrozzabile da S. Elia grazie al podestà Carlo
Pirolli e a dotare il convento di luce elettrica; alla chiesa fu
affiancata una sagrestia e nuove stanze furono aggiunte alla struttura
conventuale: questi ultimi lavori furono voluti dal Superiore p. Emilio
Gaudiere e dal suo successore p. Rosario Lacoverte(10).
Alle sei camerette fu
aggiunto l’attuale grande fabbricato, convento e ritiro spirituale per i
padri benedettini di Montecassino oggi abitato dai frati francescani
mariani di padre Kolbe. I religiosi vivono solo di provvidenze provenienti
dalle offerte apportate loro dai cittadini.
Si
può,
tuttavia, aggiungere che il terremoto del maggio 1984 produsse innumrevoli
danni alle strutture dell'edificio il quale è
rimasto chiuso per molti anni, richiedendo interventi massicci di
consolidamento dei pilastri e delle volte da parte della Soprintendenza
per i Beni AA. AA. del Lazio, sotto la direzione dell’architetto Carlo
Scappaticci. La nuova Casa Mariana Maria SS. delle Indulgenze è stata
finalmente riaperta al
pubblico e al culto nella primavera del 2000 ed innalzata a chiesa
Giubilare dall’abate di Montecassino, Bernardo D’Onorio. |
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Bibliografia
(1) Memoria dell'Abate Marco Lanni intorno la chiesa di S. M. delle Indulgenze in Sant'Elia, Napoli, 1850. (2) Benedetto Di Mambro, Sant'Elia Fiumerapido ed il Cassinate. Cassino 2002 (3)
Filippo
Ponari, Ricerche storiche sulle
antichità di Cassino, Napoli, 1867. (4)
Marco
Lanni,
Monografia di S. Elia sul
Rapido, Napoli, 1873. (5)
Giuseppe
Picano, Notizie intorno al
Santuario di Nostra Signora delle Indulgenze in S. Elia sul Rapido,
Ciolfi, Cassino, 1900. (6)
Marcellino
Carretta, O.F.M., Breve cenno
storico sul Santuario di Casalucense, Ciolfi, Cassino, 1941. (7)
Angelo
Pantoni, O.S.B., Il
Santuario Diocesano di Santa Maria di Casalucense,
in Bollettino Diocesano di Montecassino, anno XVI (1961), n. 3, pagg.
121-124. (8)
Giovanni
Petrucci, Itinerario storico di
Casalucense, in Lazio Sud, a. II (1983), n. 5, pag. 19-21. (9) Soprintendenza per i Beni AA. AA. del Lazio, Centro Operativo di Cassino. |
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